Domus de Janas
loc. “Riu sa Mela”
e “Is Concas”

Sulla base delle indicazioni fornite dai resti archeologici, le impronte più antiche lasciate dall’uomo nel territorio di Guasila risalgono al Neolitico Recente (fine IV millennio a.C.). Finora non sono stati individuati agglomerati capannicoli ne sono stati individuati oggetti delle culture tipiche del Neolitico in Sardegna (cultura di Ozieri), tuttavia l’esistenza di villaggi risalenti a questo periodo è suggerita da due gruppi di grotticelle funerarie artificiali, le cosiddette “domus de Janas” la cui morfologia si inserisce nella tipologia delle sepolture ipogeiche diffuse in tutta la Sardegna.
Queste grotticelle artificiali sono scavate nei banchi affioranti di roccia tenera (arenaria) di alcuni rilievi ubicati nella fascia meridionale del territorio e precisamente nelle località di Riu sa Mela (o Santu Anni) e is Concas.
In questi gruppi tombali neolitici gli ipogei sono articolati secondo uno sviluppo planimetrico comprendente vari ambienti talora proceduti da un atrio o da un corridoio. All’interno di questi vani si notano elementi architettonici, come nicchie e pilastri, che imitano analoghe parti strutturali delle abitazioni dei villaggi Neolitici.
Particolare degno di interesse è la presenza, in uno degli ipogei di Riu sa Mela di una protome animale, verosimilmente di un bovino, scolpita in rilievo su uno dei pilastri che sorreggono la volta e che si inserisce nei temi stilistici a carattere cultuale presenti in molte domus de janas dell’isola.
Violate già in fase antica sono state riutilizzate in diversi periodi come suggerisce lo scavo archeologico dell’ipogeo di Riu sa Mela utilizzato come tombe in fase bizantina e dallo sconvolgimento architettonico degli ipogei di is Concas riutilizzati come ripari fino alla fine della seconda guerra Mondiale.

Domus de Janas
loc. “Riu sa Mela”
e “Is Concas”

Based on the information provided by the archaeological remains, the oldest footprints left by man in the territory of Guasila date back to the Recent Neolithic (late 4th millennium BC). So far no huts have been identified nor have any objects of typical Neolithic cultures in Sardinia (culture of Ozieri) been identified, however the existence of villages dating back to this period is suggested by two groups of artificial funerary caves, the so-called “domus de Janas ”whose morphology is part of the typology of hypogean burials spread throughout Sardinia.
These artificial caves are dug in the outcrops of soft rock (sandstone) of some reliefs located in the southern strip of the territory and precisely in the localities of Riu sa Mela (or Santu Anni) and is Concas.
In these Neolithic tomb groups the hypogea are articulated according to a planimetric development comprising various rooms sometimes proceeded from an atrium or a corridor. Inside these rooms there are architectural elements, such as niches and pillars, which imitate similar structural parts of the houses of Neolithic villages.
Particularly interesting is the presence, in one of the hypogea of ​​Riu sa Mela, of an animal protome, probably of a bovine, sculpted in relief on one of the pillars that support the vault and which is part of the stylistic themes of a cultural nature present in many domus de janas of the island.
Violated already in the ancient phase, they have been reused in different periods as suggested by the archaeological excavation of the Riu sa Mela hypogeum used as tombs in the Byzantine phase and by the architectural upheaval of the hypogea of ​​Is Concas reused as shelters until the end of the Second World War.